L’epidemiologia digitale sta ridisegnando il modo in cui pensiamo alla prevenzione. Il Pisa Public Health Research Lab lavora da quasi un decennio sull’applicazione dell’intelligenza artificiale alla sorveglianza epidemiologica. Vediamo come con Caterina Rizzo.
Google aggiorna Gemini per gestire le richieste di aiuto
Quando il chatbot rileva segnali di crisi — rischio di suicidio o autolesionismo — attiverà un modulo “one-touch” che mette l’utente in contatto diretto con le linee di…
Sempre più giovani scelgono filosofia, lettere e storia
C’è una narrazione che si ripete con insistenza nel dibattito pubblico: le nuove generazioni avrebbero voltato le spalle alle discipline umanistiche, attratte quasi esclusivamente dalle lauree STEM, percepite come più spendibili sul mercato del lavoro. È falso.
Capire i rischi di cancro grazie al DNA dei polipi intestinali
Uno studio pubblicato sulla rivista Gastroenterology, condotto dal centro medico universitario Radboud e dall’ospedale universitario di Bonn, in collaborazione con ricercatori di Monaco e Barcellona, ha analizzato il DNA direttamente estratto dai polipi intestinali — non dal sangue — di 180 pazienti europei senza causa genetica identificata.
I risultati sono rilevanti. Tra chi presentava polipi adenomatosi (presenti in 80 individui), le mutazioni erano principalmente a carico del gene APC, e in almeno il 20% dei casi era presente un fenomeno chiamato mosaicismo mutazionale: la predisposizione genetica non è distribuita in tutto il corpo, ma è localizzata, per esempio, solo nelle cellule dell’intestino crasso. Questo spiega perché l’esame del sangue risulti negativo, pur in presenza di un rischio reale.